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Impetus Flamenco Ensemble .. Si tratta di un percorso attraverso i vari stili flamenchi, espressione della cultura andalusa, caratterizzati da affascinanti melodie e ritmi trascinanti .. segue

LA CHITARRA FLAMENCA

Nascita del flamenco:
Il flamenco è un genere che nasce in Andalusia, la regione più a sud della Spagna. L'elemento che ha reso possibile la sua nascita va ricercato nella fusione fra la cultura andalusa e la cultura dei gitani. Ciò si è verificato a partire da primo quarto del secolo XV, quando quest'ultimi, originari del nord dell'India, in seguito a varie peregrinazioni, giungono nel sud della Spagna. Qui i gitani entrano in contatto con l'affascinante ed eterogenea cultura andalusa, alla cui nascita e sviluppo hanno contribuito tradizioni locali ed apporti provenienti dalle comunità arabe, nord africane e medio-orientali presenti nel territorio andaluso. I gitani si acclimatano in Andalusia, assimilando le forme di vita, i costumi e il folclore della terra.
Il flamenco come genere appare a partire dal secolo XVIII, quando il folclore musicale andaluso e quello gitano si erano ormai fusi. Il flamenco nasce come canto solo, con cui si esprimeva le gioie e i dolori della vita; successivamente si unisce la chitarra e per ultimo il ballo.

Periodi storici fondamentali del flamenco:
Una caratteristica del flamenco è la mancanza di materiale scritto, che ci possa far conoscere i canti e le composizioni dei primi due secoli di vita. La caratteristica degli artisti flamenchi è il non conoscere la musica e il tramandarsi i canti e i brani oralmente. Questa fase di "preistoria" del flamenco, caratterizzata dalla mancanza di fonti scritte, dura fino agli inizi del Novecento, quando appaiono le prime incisioni discografiche. Ora finalmente la musica flamenca può tramandarsi nel tempo di là della semplice tradizione orale.
Con l'aiuto di fonti scritte non musicali, che ci narrano del flamenco nei secoli XVIII e XIX, possiamo delineare i periodi storici fondamentali di questo genere.
a) Tappa iniziale, vale a dire l'ultimo terzo del secolo XVIII fino all'inizio del secolo XIX. Appaiono i primi nomi conosciuti di cantaores, fra cui spicca quello di Tio Luis el de la Juliana .
b) La cosiddetta età dell'oro del flamenco, approssimatamente fra il 1840 e il 1860. Si distingue un altro famosissimo cantaor: El Planeta.
c) La cosiddetta epoca del Cafè-cantante. Si distinguono artisti di rilevanza fondamentale quali Silverio Franconetti e Chacon.
d) Il flamenco nel teatro: dal 1920 ad oggi. Il genere esce dai locali e dalle taverne per approdare nei teatri di Spagna e di tutto il mondo e quindi venire alla conoscenza del grande pubblico. Il flamenco oggi si rappresenta naturalmente nei teatri, come spettacolo di rilevante importanza, ma anche in vari locali e nelle più svariate occasioni.

Origine ed evoluzione della chitarra e della chitarra flamenca:
Sull'origine della chitarra in genere esistono differenti opinioni fra gli studiosi. Per alcuni l'antecedente più remoto si trova nell'antico Egitto. Esistono, infatti, bassorilievi della dinastia faraonica XI e XII in cui appaiono scolpiti degli strumenti con cassa dalla tipica forma ad otto e con corde. Per altri, invece, la sua origine s'incontra nella primitiva kitara greco-assiria, che portarono in Europa i Romani. Quale sia la sua origine, sembra evidente che si tratti di uno strumento molto antico. È ormai certo che giunge in Spagna attraverso due canali distinti: da un lato i Romani, come si è detto; dall'altro gli Arabi. Questa diversità originò un dualismo molto chiaro: la chitarra latina, detta dopo castigliana e la chitarra moresca.
Personaggio fondamentale, che molti giudicano l'introduttore della chitarra in Spagna è Ziryab, cantore e poeta nato a Bagdad nel secolo IX. Egli si stabilì a Cordoba alla corte di Abderraman II. Subito fu conosciuto con il soprannome di Ziryab (uccello nero) per la sua carnagione scura. A Cordoba creò un Conservatorio e introdusse importanti innovazioni tecniche, aggiungendo la quinta corda alla chitarra moresca.
La convivenza delle due chitarre menzionate si mantiene durante i secoli e quando i Gitani giungono in Spagna hanno l'opportunità di conoscerla. In tutta la Spagna si produce un processo di fusione ed indentificazione dei due modelli di chitarra, che si sviluppa fino al secolo XIX, momento in cui si aggiunge la sesta corda. I due strumenti quindi alla fine s'identificano in uno solo, però, parallelamente, si creano due tecniche differenti, due sentimenti distinti, due suoni e due stili. È quello che oggi conosciamo come chitarra classica chitarra flamenca.

Distinzione strutturale fra chitarra classica e flamenca:
Dal punto di vista estetico la chitarra flamenca e quella classica sono pressoché uguali. Quello che cambia è la maniera di costruirle e il legno utilizzato: spesso la cassa della chitarra flamenca è costruita in cipresso, un legno che ha delle timbriche più chiare. Il diverso legno e le diverse tecniche liutistiche utilizzate danno naturalmente ai due strumenti un suono differente. La chitarra flamenca ha un suono che subito si riconosce, molto caldo e d'impatto, ossia tipico suono…flamenco!

Le tecniche della chitarra flamenca:
Inizialmente (secoli XVIII-XIX) la chitarra flamenca fu utilizzata quasi esclusivamente per l'accompagnamento del canto e della danza. La sua tecnica si limitava a cadenze ritmiche basate su un giro di accordi. Con il passare del tempo, la tecnica chitarristica flamenca si è andata affinando, "rubando" le tecniche proprie della chitarra classica quali gli arpeggi e le scale. Progressivamente, dunque, la tecnica si è evoluta partendo da quella classica per svilupparsi in delle forme proprie. Fra i vari chitarristi della storia del flamenco va ricordato Ramon Montoya (1879 - 1949), per l'impulso che diede all'evoluzione della tecnica chitarristica flamenca. Con lui la chitarra flamenca è utilizzata non solo negli spettacoli con il canto e la danza, ma anche in funzione solistica: nascono, quindi, brani di notevole difficoltà tecnica basati su momenti melodici e momenti di grande virtuosismo. Il chitarrista flamenco deve in ogni modo possedere una buona tecnica, per affrontare i continui arpeggi, scale e rasgueados presenti in questo genere. Le tecniche caratteristiche della chitarra flaemenca riguardono soprattutto la mano destra, molto più articolata che nella tecnica classica. Con il termine rasgueados si indica un espediente tecnico della mano destra tipico della chitarra flamenca, presente in quella classica in forma molto ridotta e semplificata. Tale tecnica consiste nell'eseguire gruppi ritmici di terzine, quartine, quintine, sestine, utilizzando le dita mignolo, anulare, medio e indice della mano destra, che toccano le corde dirigendosi verso il basso. La padronanza di questa tecnica è fondamentale per il chitarrista flamenco, per la notevole presenza di rasgueados nella musica flamenca. Con il termine picado s'indica il tocco appoggiato presente anche nella chitarra classica. Il picado è molto utilizzato: tutti i passaggi in scala devono essere eseguiti con il tocco appoggiato, la scala con il tocco pizzicato non è praticata. Il tocco appoggiato è praticato con le dita indice, medio, anulare e pollice. Quest'ultimo ha un utilizzo diverso rispetto alla tecnica classica, poiché è presente sempre con il tocco appoggiato, negli arpeggi, nelle scale e nel tremolo. Il tremolo nella chitarra flamenca è molto utilizzato. Consiste nel ribattere la corda più volte per dare il senso di una linea melodica con note lunghe. Il tremolo flamenco più utilizzato è a cinque dita della mano destra: pollice, indice, anulare, medio, indice, distinguendosi così da quello classico solamente a quattro dita.
Esistono inoltre altre numerose tecniche della mano destra, quali i golpes (colpi) realizzati con varie dita sulla tavola armonica, che danno una varietà ritmica caratteristica e trascinante.
Tutto ciò comporta uno studio attento e mirato. Per suonare la musica flamenca è necessario apprendere le tecniche proprie della chitarra flamenca, per poi poterle applicare ai differenti generos o palos che essa presenta. La sola tecnica classica, vale a dire, non è appropriata nell'esecuzione dei brani di flamenco.

Struttura della musica flamenca:
Il flamenco è un genere musicale all'interno del quale è possibile distinguere vari generos o palos. Si tratta di generi differenti in quanto derivano da canti differenti, che esprimono diversi sentimenti e situazioni, che si sono sviluppati in differenti areee dell'Andalusia e che si distinguono soprattutto dal punto di vista ritmico. Tali generi vengono distinti in due blocchi: ritmici e aritmici. I primi contengono canti in 4/4, 3/4 o con ritmi alternati di 3/4 - 6/8, quali tientos, tangos, alegrias, soleares, bulerias, seguiryias, tarantos. Questi sono denominati ritmici perché destinati anche alla danza e quindi contenenti un preciso rigore ritmico. I secondi sono chiamati aritmici perché di concezione più libera, non destinati al ballo, ma solo al canto e alla chitarra. È presente comunque un ritmo base (solitamente il 3/4); è il caso della granainas, della malagueñas o della tarantas. Rientrano nei generi ritmici, i cosiddetti generi aflamencados, cioè non originari dell'Andalusia, ma di derivazione latino-americana: la guajiras, la rumba, la colombiana e la milonga.

La chitarra flamenca nella storia:
La storia della chitarra flamenca, come strumento sia solista che d'accompagnamento, si delinea a partire dal secolo XIX. La caratteristica dei chitarristi d'allora, come quelli contemporanei, è l'essere al tempo stesso musicisti e compositori dei brani che suonano. Nel XIX si creano le grandi scuole chitarristiche e si demarca sempre più la separazione tra i generi classico e flamenco: i chitarristi classici abbandonano il repertorio flamenco, mentre i flamenchisti si dedicano al concertismo e all'accompagnamento, assimilando le tecniche classiche in funzione di un affinamento del proprio virtuosismo. Fra i vari chitarristi-compositori di questo secolo si distinguono: Miguel Borrul Castellò, Javier Molina Cundì, Juan Gandulla Gomez "Habicuela", che fu accompagnatore del grandissimo cantaor Antonio Chacòn. Fra tutte questi artisti spicca il nome di Ramon Montoya Salazar (Madrid 1860 - 1949). Egli strinse amicizia con il chitarrista Miguel Llobet, da cui apprese la tecnica classica e nel 1922 partecipò al concorso di cante jondo di Granada organizzato da Manuel de Falla e Federico Garcia Lorca. Montoya rappresentò la sintesi fra tecnica classica e quella flamenca, raggiungendo un altissimo grado di virtuosismo; inoltre caratterizzò le sue esibizioni con un suono controllato e pieno. Grazie a Montoya, alla chitarra flamenca fu riconosciuto lo status di strumento da concerto.
Nel secolo XX i grandi chitarristi arricchiranno il patrimonio musicale della chitarra flamenca con i loro apporti personali e definiranno sempre più la figura del chitarrista, accrescendone l'importanza professionale. Alcuni di loro guadegneranno addirittura la considerazione del mondo classico. Fra questi vanno menzionati, Manolo de Huelva, Manolo de Badajoz e Niño Ricardo. Quest'ultimo sviluppò tecniche di stile personale: armonie, accordi, arpeggi, legature ecc. Le sue composizioni sono di gusto squisito, eleganti, brillanti. La sua influenza è presente ancora in molti chitarristi contemporanei. Uno dei chitarristi che ha avuto maggiore peso nella storia del flamenco fu Sabicas (1912 - 1990). Nonostante la sua chiara scuola Montoyista, egli seppe formare in anticipo una vera e propria avanguardia nella chitarra flamenca. Il suo stile è caratterizzato dallo sviluppo del tremolo, dei trasporti tonali, delle scale cromatiche, del picado. Molti sono le figure di spicco del chitarrismo contemporaneo: Victor Monje "Serranito", dal virtuosismo portato all'estremo, Paco de Lucia, anch'egli chitarrista dal virtuosismo spettacolare, finalizzato a delle composizioni di flamenco, ma anche di fusion fra flamenco e jazz. Tutti lo conoscono per l'incisione della rumba Entre dos aguas, in cui sviluppa un virtuosismo straordinario ed inserisce strumenti a percussione per la prima volta nel flamenco. Altra figura importantissima del chitarrismo contemporaneo è Manolo Sanlucar, autore di molti dischi e compositore di brani per chitarra solista e chitarra ed orchestra.

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